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Quanto costa un’agenzia social media a Roma nel 2026? Prezzi, modelli e cosa dovrebbe essere incluso

Chi cerca “quanto costa un’agenzia social” di solito ha già ricevuto due o tre preventivi che vanno da poche centinaia di euro al mese a cifre dieci volte superiori, senza capire cosa cambi davvero in mezzo.

Questa guida spiega da cosa è composto un canone social, cosa dovrebbe essere sempre incluso, cosa viene quasi sempre escluso e come confrontare due offerte che sulla carta sembrano identiche.

Foto di Gianandrea De MarinisGianandrea De MarinisSocial MediaPubblicato il 2026-08-09Aggiornato il 2026-08-0912 min di lettura
Di cosa è fatto un canone social
  1. 01

    Strategia

    Piano, format, obiettivi

  2. 02

    Produzione

    Grafica, copy, video, shooting

  3. 03

    Gestione

    Pubblicazione, community, ADV

  4. 04

    Misura

    Report e correzioni

Quattro voci determinano quasi tutta la differenza di prezzo tra due preventivi. Le altre sono dettagli.

Risposta breve

Non esiste un prezzo unico: un’agenzia social si paga quasi sempre con un canone mensile che dipende da quante piattaforme gestisce, quanti contenuti produce ogni mese, se la produzione è solo grafica o anche video, e se include shooting, advertising e reportistica. La differenza tra un preventivo basso e uno alto raramente è il margine dell’agenzia: è il volume e il tipo di contenuti prodotti. Prima di confrontare due cifre, confronta quante ore di produzione e quali figure professionali stanno dentro ciascuna. Il budget pubblicitario è quasi sempre a parte.

Nota di trasparenza: questa guida è scritta da Resilience Group, che vende gestione social. Per questo non pubblichiamo un nostro listino dentro un articolo che parla di prezzi di mercato, e indichiamo esplicitamente quando conviene spendere meno di quello che proporremmo noi.

Come si compone il costo, voce per voce

Nota sui prezzi: in questa guida non pubblichiamo un listino Resilience. Le fasce citate sono riferimenti di mercato attribuiti alle fonti indicate in fondo alla pagina, con la data del dato. Dove non esiste una fonte affidabile scriviamo che il prezzo dipende dal progetto e spieghiamo i fattori che lo determinano, invece di inventare una cifra.

Un canone social è una somma di ore di lavoro di figure diverse. Se leggi il preventivo come “un pacchetto”, non riuscirai mai a confrontarlo. Se lo leggi come una composizione di voci, la differenza tra due offerte diventa evidente in cinque minuti.

VoceCosa comprendeCosa la fa salire
Strategia e piano editorialeAnalisi, posizionamento, definizione dei format, calendarioPiù piattaforme, più target, più lingue
Produzione grafica e copyPost statici, caroselli, storie, testiNumero di uscite mensili e livello di personalizzazione
Produzione videoReel, short, montaggio, sottotitoli, motionNumero di video, riprese dedicate, post-produzione
ShootingGiornata di ripresa con operatore e attrezzaturaGiornate, crew, location, trasferte
Gestione e communityPubblicazione, risposte a commenti e DM, moderazioneVolume di interazioni e tempi di risposta richiesti
AdvertisingSetup e gestione campagne (fee separata dal budget media)Numero di campagne, creatività dedicate, e-commerce
ReportisticaReport periodico, lettura dei dati, correzioniFrequenza e livello di dettaglio richiesto
Le voci che compongono un canone social e cosa le fa crescere

Il budget pubblicitario (i soldi che vanno a Meta o TikTok) non è il compenso dell’agenzia. Se un preventivo li mette insieme in un’unica cifra, chiedi che vengano separati: sono due decisioni diverse.

Perché due preventivi social possono differire di dieci volte

  • Volume di contenuti: dodici uscite al mese e quaranta uscite al mese non sono lo stesso lavoro, anche se il testo del preventivo è identico.
  • Video sì o no: il video è la voce che sposta di più il costo, perché richiede ripresa, montaggio, sottotitoli e revisioni.
  • Chi produce i materiali: se le foto e i video li fornisci tu, l’agenzia costa meno ma la qualità dipende da te.
  • Livello delle figure coinvolte: un profilo junior che pubblica non è un team con strategist, copywriter, videomaker e montatore.
  • Numero di piattaforme: aggiungere TikTok o LinkedIn non significa duplicare i post, significa adattare formati e linguaggio.
  • Advertising incluso o escluso: la gestione campagne è un mestiere a parte e va pagata a parte.
  • Velocità di risposta richiesta: presidiare i DM in giornata è un servizio, non un dettaglio.

Il numero che conta non è il canone: è il costo per contenuto prodotto e il livello di chi lo produce. Due preventivi con lo stesso prezzo possono contenere il triplo di lavoro l’uno dell’altro.

Cosa dovrebbe essere sempre incluso

Il minimo sindacale di un contratto social serio

  • Un piano editoriale scritto, con format ricorrenti e non solo un calendario da riempire.
  • Numero di contenuti al mese dichiarato per tipologia (statici, caroselli, video, storie).
  • Copy inclusi, non solo grafiche: il testo è parte del contenuto.
  • Un numero di revisioni definito per ogni contenuto.
  • Pubblicazione e programmazione sui canali concordati.
  • Community management di base, con tempi di risposta dichiarati.
  • Report periodico con metriche collegate a un obiettivo, non solo like e copertura.
  • Proprietà degli account e dei materiali: profili, business manager e file sorgente restano tuoi.

Cosa quasi sempre non è compreso

Voci che scopri dopo, se non le chiedi prima

  • Il budget pubblicitario: è tuo e va a Meta, TikTok o Google, non all’agenzia.
  • Le giornate di shooting extra rispetto a quelle previste dal contratto.
  • Foto e video di prodotto realizzati in studio con set dedicato.
  • Grafiche per canali diversi dai social (brochure, insegne, packaging).
  • Influencer, talent, attori, voci narranti e diritti musicali.
  • Licenze di stock, font commerciali e software di terze parti.
  • Landing page e pagine di destinazione per le campagne.
  • Traduzioni e gestione di profili in lingue diverse.

Tre scenari realistici

Quale configurazione ha senso per te

Presidio

Attività locale o professionista che deve esistere e sembrare credibile quando lo cercano.

  • Una o due piattaforme
  • Contenuti statici e caroselli, pochi video
  • Materiali forniti in parte dal cliente
  • Report mensile essenziale

Cosa fa salire il costo: aggiungere video e shooting ricorrenti

Crescita

PMI che vuole generare richieste, non solo pubblicare.

  • Due o tre piattaforme con format dedicati
  • Video ricorrenti prodotti dall’agenzia
  • Shooting periodico programmato
  • Advertising gestito con creatività dedicate

Cosa fa salire il costo: numero di video mensili e giornate di set

Brand

Azienda strutturata con più linee di prodotto, più mercati o una rete di punti vendita.

  • Più canali, più target, più cicli di approvazione
  • Produzione video continuativa e campagne always-on
  • Coordinamento con reparti interni e rete commerciale
  • Reportistica collegata a dati commerciali

Cosa fa salire il costo: numero di sedi, lingue e stakeholder coinvolti

Configuratore

Quanto è complesso il tuo progetto social?

Rispondi in trenta secondi. Il risultato è un livello di complessità, non un prezzo: serve a capire che tipo di struttura ti serve.

Quante piattaforme
Contenuti al mese
Servono video
Shooting con troupe

Risultato indicativo

Bassa complessità

Perimetro chiaro, poche variabili, tempi brevi. Di solito basta un intervento essenziale e ben fatto: pagare di più qui non migliora il risultato.

Questo strumento stima la complessità del progetto, non il prezzo. Non produce un preventivo Resilience.

Parliamo dei tuoi social

Freelance, social media manager interno o agenzia

Tre modi di coprire lo stesso lavoro

Freelance

  • Costo più basso a parità di uscite
  • Una sola competenza: o strategia, o grafica, o video
  • Nessuna ridondanza: se si ferma, ti fermi
  • Ottimo per volumi contenuti e brand già definiti

Risorsa interna

  • Conoscenza profonda dell’azienda
  • Costo pieno: stipendio, contributi, strumenti, formazione
  • Difficile coprire video, ADV e strategia con una persona sola
  • Ha senso quando i contenuti sono quotidiani

Agenzia

  • Più figure sullo stesso progetto
  • Continuità garantita anche in caso di assenze
  • Costo più alto del freelance, più basso di un reparto interno completo
  • Ha senso quando servono produzione e advertising insieme

Il confronto onesto non è “freelance contro agenzia”: è “quante competenze diverse servono al mio progetto ogni mese”. Se ne serve una, il freelance vince quasi sempre sul prezzo.

I costi nascosti della gestione social

  • Il tuo tempo: approvazioni, materiali, informazioni sui prodotti. È la voce più sottovalutata di tutte.
  • Le rilavorazioni causate da brief incompleti o da approvazioni a più livelli.
  • Le trasferte per gli shooting e i tempi morti di set.
  • Gli abbonamenti a strumenti di pubblicazione, stock e font, quando non sono inclusi.
  • La perdita di materiale quando il rapporto finisce e i file sorgente non sono tuoi.
  • Le campagne lasciate attive senza presidio: il budget continua a scorrere anche quando nessuno lo guarda.

Come confrontare due preventivi social

Non confrontare i totali. Riporta entrambe le offerte alla stessa unità di misura: quanti contenuti, di che tipo, prodotti da chi, con quante revisioni e con quale presidio.

VariabilePreventivo APreventivo B
Contenuti statici al mese
Video al mese e durata
Giornate di shooting incluse
Copy inclusi
Revisioni per contenuto
Gestione ADV inclusa e su quale fee
Tempi di risposta su commenti e DM
Proprietà di account e file sorgente
Durata del vincolo e preavviso
Griglia di confronto: compila le due colonne prima di decidere

Domande da fare prima di firmare

Nove domande che cambiano la trattativa

  • Chi lavora concretamente sul mio profilo e con quale ruolo?
  • Quanti contenuti al mese sono garantiti e di che tipo?
  • I video sono inclusi o si pagano a parte?
  • Quante giornate di shooting rientrano nel canone?
  • Il budget pubblicitario è separato dalla fee di gestione?
  • Chi resta proprietario degli account, del business manager e dei file sorgente?
  • Qual è la durata minima del contratto e il preavviso di uscita?
  • Cosa succede al lavoro fatto se interrompiamo tra sei mesi?
  • Quali metriche useremo per dire che sta funzionando?

Quando non conviene l’opzione più costosa

Ci sono situazioni in cui un canone alto è denaro buttato, e preferiamo dirlo prima che dopo.

  • Non hai ancora un’offerta chiara: se non sai cosa vendi e a chi, nessun contenuto sistema il problema.
  • Non hai capacità di gestire le richieste in arrivo: generare contatti che nessuno richiama è un costo, non un ricavo.
  • Il tuo cliente non è sui social: se vendi a poche decine di aziende identificabili, una lista e un commerciale valgono di più.
  • Devi validare un prodotto: prima serve un test pubblicitario piccolo, non un piano editoriale annuale.
  • Hai già contenuti prodotti e non distribuiti: prima si sfrutta l’esistente.

Domande specifiche che ci fanno più spesso

Quanto costa gestire solo Instagram

Gestire un solo canale riduce il costo del piano e dell’adattamento dei formati, ma non riduce la produzione: se vuoi quattro Reel al mese, quei quattro Reel vanno comunque girati e montati. Il risparmio reale sta nel togliere piattaforme, non nel togliere contenuti.

Quanto costa un social media manager

Una singola figura costa meno di un team, ma copre una parte del lavoro: di solito piano, pubblicazione e community. Video, advertising e grafica avanzata restano fuori o vengono subappaltati. Chiedi sempre chi fa cosa.

Quanto costa fare Reel

Un Reel si paga in tempo: ideazione, ripresa, montaggio, sottotitoli, revisioni. Girarne dieci nella stessa giornata costa molto meno che girarne uno al mese per dieci mesi. È il motivo per cui lavoriamo con shooting concentrati.

Quanto costa un’agenzia social per una PMI

Dipende da quanto la PMI vuole delegare. Se fornisce materiali, informazioni e una persona di riferimento, il canone scende. Se l’agenzia deve costruire tutto da zero, sale.

Come lo affrontiamo noi

Non vendiamo pacchetti a numero di post. Partiamo dall’obiettivo commerciale, definiamo i format e concentriamo la produzione: una giornata di shooting ben organizzata produce settimane di contenuti, e questo abbassa il costo per contenuto invece di gonfiare il canone.

Non pubblichiamo un listino in questa pagina perché sarebbe finto: senza sapere quante piattaforme, quanti video e quale volume di richieste devi gestire, qualunque cifra sarebbe una promessa a caso. Preferiamo un preventivo che puoi confrontare voce per voce con quello di chiunque altro.

Portaci due preventivi che stai valutando: te li rileggiamo insieme e ti diciamo cosa manca in entrambi, anche se poi scegli l’altro.

Vedi come lavoriamo sui social

Domande frequenti

Esiste un prezzo standard per la gestione social?

No. Il canone dipende da piattaforme, volume di contenuti, presenza di video e advertising. Chi ti dà un prezzo prima di sapere queste cose sta vendendo un pacchetto, non un servizio.

Il budget pubblicitario è compreso nel canone?

Quasi mai, e non dovrebbe esserlo. Il budget va alle piattaforme, la fee va a chi gestisce le campagne: tenerli separati ti permette di alzare o abbassare l’investimento senza rinegoziare il contratto.

Conviene un freelance o un’agenzia?

Un freelance conviene se ti serve una competenza sola e un volume contenuto. Un’agenzia conviene quando servono strategia, video e advertising insieme e non puoi permetterti che il progetto si fermi se una persona è indisponibile.

Quanto dura il vincolo contrattuale?

Dipende dal fornitore. Chiedi sempre durata minima e preavviso: un contratto lungo non è un problema in sé, lo diventa se non ci sono obiettivi verificabili lungo il percorso.

Quanti contenuti servono al mese?

Servono quelli che riesci a produrre bene e con continuità. Meglio otto contenuti solidi che venti riempitivi: la frequenza serve, ma non compensa contenuti che non dicono nulla.

Dopo quanto si vedono i risultati?

Sulla notorietà e sulle interazioni si vede in poche settimane. Sui contatti commerciali il tempo dipende dal ciclo di vendita del tuo settore: un servizio da mille euro e uno da cinquantamila non hanno gli stessi tempi.

Gli account restano miei?

Devono restarlo. Profili, business manager, pixel e file sorgente vanno intestati alla tua azienda: è la prima clausola da verificare.

Serve fare anche TikTok?

Solo se il tuo pubblico è lì e se puoi produrre video con continuità. Aprire un canale che poi resta fermo peggiora la percezione invece di migliorarla.

Posso fornire io foto e video?

Sì, e abbassa il costo. Ma la qualità del risultato dipenderà dalla qualità dei materiali e dalla puntualità con cui arrivano: nella pratica è il punto in cui la maggior parte dei progetti si blocca.

Perché non pubblicate i vostri prezzi?

Perché pubblicheremmo un numero senza perimetro. Preferiamo dare una griglia con cui leggere qualunque preventivo, compreso il nostro.

Fonti e verifica dei dati

I riferimenti di prezzo citati in questa guida provengono dalle fonti qui sotto, con la data del dato e la data dell’ultima verifica fatta dalla redazione. Dove non esiste una fonte affidabile, indichiamo i fattori che determinano il costo invece di una cifra.

Parliamo dei tuoi social

Raccontaci obiettivo, canali e volume: ti diciamo cosa serve davvero e cosa puoi togliere.